Napoli in una settimana

Cosa vedere a Napoli e dintorni in 7 giorni

Periodo viaggio: Agosto 2020         Durata: 7 giorni         Tipologia: in fai da te


Napoli fa scaturire nella mente mille parole e immagini. È un misto di contraddizioni. Napoli è paura e curiosità, arte e kitch, religione e profano, gentilezza accoglienza e pericolo. Napoli è quella città un po' sporca dove il caos regna indisturbato, dove si parla a gesti e si mangia davanti alle chiese sotto lo sguardo vigile dei santi mentre qualcuno cerca di venderti simboli profani e corna... Ed è proprio lì in mezzo al caos che trovi la sua anima, ciò che di Napoli porterai con te. Non importa se hai a disposizione 2 giorni, 4 oppure un'intera settimana. Avrai sempre la sensazione di non aver visto abbastanza, di non aver fatto abbastanza. Perché Napoli è anche questo, la promessa di ritornare.

Come molti, ho iniziato a conoscere Napoli grazie ai libri di Elena Ferrante e la serie Gomorra. Ho viaggiato in diverse parti del mondo eppure Napoli mi inculcava paura. Dopo la settimana trascorsa a Napoli posso dire che basta seguire le solite regole di quando si viaggia, evitare luoghi appartati e stare sulle vie più turistiche soprattutto di sera per essere al sicuro.

Ho raggiunto Napoli comodamente in treno scegliendo di alloggiare al Medea B&B in pieno centro storico. Il proprietario ha la gentilezza e la cordialità di altri tempi. Ogni mattina aspetta con il sorriso di darti il buongiorno e di offrirti un caffè sulla terrazza che cura con tanta dedizione, la sua oasi di pace in mezzo a tanto cemento. L’altro punto forte del B&B è la posizione centralissima per scoprire il centro storico di Napoli e i consigli dei ragazzi che ci lavorano sempre pronti e disponibili ad aiutarti in ogni cosa.


Ecco cosa vedere a Napoli e dintorni in 7 giorni

Giorno 1 - La prima mezza giornata all’esplorazione del centro storico di Napoli: Napoli sotterranea, interessante la visita guidata che tocca diversi punti storici e come venivano usate le cisterne, passeggiata nelle vie del centro storico tra oggetti di ogni genere in Via San Gregorio Armeno "Via dei Presepi" , palazzi storici, piazze fino ad arrivare al Duomo dove sono conservate le famose ampolle che contengono il sangue di San Gennaro. Proseguo verso il rione Sanità, una sosta al Palazzo dello Spagnolo e punto d’arrivo la famosa pizzeria da Concettina ai Tre Santi. La pizza a Napoli è un’esperienza, non ha niente a che vedere con la solita pizza che ero abituata a mangiare. L’impasto è leggero, elastico, sa di acqua e farina. Esalta i sapori delicati del ripieno: l’ olio extravergine d’oliva, i pomodorini e il basilico. Un’altra tappa obbligatoria a qualche metro dalla pizzeria è la Pasticceria Poppella famosa per i fiocchi di neve e a ripensare alla quantità di crema che contengono il nome mi strappa sempre un sorriso.

Giorno 2 - Parto con la colazione alla storica pasticceria Scaturchio in piazza Domenico Maggiore per assaggiare le famose sfogliatelle. Occhio che i prezzi possono raddoppiare se ti vuoi sedere ai tavoli in piazza. Il secondo giorno lo dedico alla visita del Monastero di Santa Chiara, della Chiesa di San Severo, ingresso prenotato con una settimana di anticipo per ammirare l'opera più famosa, Il Cristo velato, ma tutta la Cappella è un'opera d'arte. Raggiungendo poi la Piazza più famosa di Napoli, Piazza del Plebiscito con una passeggiata attraverso Spaccanapoli, imboccando poi Via Toledo, fiancheggiando i quartieri spagnoli, la Galleria Umberto 1, il Teatro San Carlo. Se hai bisogno di una sosta per ricaricarti prima di raggiungere la piazza puoi fermarti al famoso Gran Caffè Gambrinus. Merita una passeggiata Borgo Marinari sul minuscolo isolotto di Megaride dove puoi fermarti anche per un ottimo pranzo di pesce e per visitare Castel dell’Ovo. Raggiungo Vomero e salgo su Castel  Sant’Elmo prima della chiusura, verso le 17:45. La vista della città sotto il maestoso Vesuvio da quassù non ha eguali. Il posto da il massimo al tramonto quando, avvolta dalla luce del sole, la città piano piano scivola nel buio mentre i raggi del sole raggiungono un’ultima volta il Vesuvio, silenzioso, infinito.

Giorno 3 - Raggiungere Pompei non è affatto semplice soprattutto in questo periodo e la difficoltà del rispettare le distanze di sicurezza sui treni regionali, le file per la misurazione della febbre e il caldo di agosto. L’esperienza di vedere una città quasi intatta del 79 sec D.C merita senz’altro la pazienza e gli sforzi. È facile immaginare come si svolgeva la vita allora mentre si passeggia per i cardini e decumani dell’antica città e si visitano le case affrescate con pavimenti a mosaico, i panifici, l’Anfiteatro, le Thermopolium, le Terme Suburbane e le Lupanare. Ho fatto la visita con la guida che ti permette di cogliere dettagli ed elementi che altrimenti rischiano di passare inosservati.

Giorno 4 - Il quarto giorno raggiungo Capodimonte con un autobus di linea partendo da piazza Dante. Meritano la visita il museo e il Real Bosco. Dopo il pranzo alla Pizzeria Bruno, da assaggiare assolutamente la frittatina di pasta, scendo verso le Catacombe di San Gennaro. Un luogo da visitare per la bravura delle guide e la particolarità delle catacombe. In piano c’era anche la visita al Cimitero le Fontanelle chiuso per manutenzione. Ultima fermata della giornata il Museo Nazionale. Anche se non sono un’esperta direi che è il pezzo che completa la visita a Pompei.

Giorno 5 - Capri. È agosto e una giornata di mare è sempre una buona idea. Capri si raggiunge comodamente con il traghetto oppure i catamarani. Un giorno per vedere Capri non basta ma si può avere un assaggio di ciò che ha da offrire e farsi conquistare. Ho noleggiato una barca privata con lo skipper per mezza giornata per i famosi faraglioni, le grotte e lo splendido mare blu scintillante di Capri. Il resto della giornata l’ho dedicato a Marina Grande e Capri centro raggiungibile con la funicolare. Capri è elegante, ordinata lo si vede appena sbarchi dal traghetto. Ogni dettaglio qui è curato, ogni scorcio lascia senza fiato. Dovevo fare una sosta alla Grotta Azzurra ma c’era troppa fila. Tornerò con più tempo a disposizione.

 

Giorno 6 - Procida, l'isola che profuma di limoni. Il profumo dei limoni non l'ho sentito ma li ho assaggiati e sono ottimi, dolci e con la parte bianca spessa e spugnosa. Non avrei mai detto che un’insalata di limoni potesse essere mangiabile e addirittura gustosa. Diventata famosa grazie al film “Il Postino”, Procida è malinconica, sbiadita, assonata, semplice, umile ma con un forte carattere che percepisci nei volti delle persone, nel sapore dei suoi limoni, nel forte odore di mare. Se visiti l’isola in giornata raggiungi almeno Marina Corricella e sali verso Santa Maria Nuova per goderti la bellissima vista dall’alto.

 

Giorno 7 - Trascorro l’ultimo giorno tra Posillipo, Parco Virgiliano, la contradizione di Campi Flegrei, un lento pranzo a Marechiaro tra scorci di vita e le note della canzone "A Fenestella" ispirata da una finestra che si trova proprio qui scoperta per caso. Torno in autobus in piazza Vittoria, passeggio per le vie di Chiaia sulle tracce di Elena Ferrante. Saluto Napoli con un’ultima cena al Tandem Ragù dove assaggiare il tipico ragù napoletano e la parmigiana di melanzane. Da un balcone risuona la musica popolare, l’allegria riempie le strade e per un attimo tutti gioiscono come invitati speciali della stessa festa.
    
La tragicommedia a Napoli si respira, si percepisce. Tanta bellezza è oscurata dalla durezza dei volti che affrontano una vita difficile. Ma ho anche incrociato persone coraggiose che hanno trovato il modo per liberarsi di ciò che era e crearsi nuove opportunità anche grazie al turismo. Di Napoli porterò con me questi racconti di vita, l’ospitalità dei gestori di piccole realtà come l’Osteria la Chitarra, la fierezza di chi mi ha raccontato Napoli fin quando non potrò tornare per arricchirmi di nuove storie, volti, sapori, riammirare e respirare a pieni polmoni il mare, la città cornice della vista infinita, eterna sul Vesuvio.

Commenti: 3
  • #3

    Anna Maria (domenica, 18 ottobre 2020 23:14)

    Da napoletana,mi ha stupito come hai saputo cogliere l’esattezza di questa città. Hai raccontato Napoli come se tu vivessi lì da anni mentre in solo 7 giorni hai racchiuso con eleganza e finezza il meglio che ha potuto offrirti. Mi hai riempito il cuore di gioia leggere ciò che hai visto e provato,perchè Napoli non è per come la descrivono esagerando ogni volta, Grazie al tuo racconto direi fatto molto bene nei minimi particolari,sei riuscita a scoprire una città meravigliosa e unica al mondo. Quello che mi ha emozionato tantissimo è stato che a parlare bene della mia Napoli stavolta,non è una persona napoletana ma una turista alla scoperta di una grande bellezza. Complimenti davvero!!!! ����������

  • #2

    João Vitor Perilo (domenica, 18 ottobre 2020 15:33)

    Love It all your tips. I will use in my nex trip for campana.

  • #1

    Daria (lunedì, 12 ottobre 2020 00:07)

    Questo articolo mi ha generato una sensazione del viaggio virtuale ❤️
    Da tanto tempo che volevo visitare questo bellissimo posto storico.....grazie ♥️